Riportiamo di seguito il parere negativo all'attuale versione del progetto di desemaforizzazione dell'incrocio di Cernusco Lombardone, inviato in Municipio.
Lo pubblichiamo interamente e nei prossimi giorni ritorneremo puntualmente sull'argomento.
Il sottoscritto Consigliere Comunale Giovanni Zardoni, a nome del gruppo consiliare “Civicamente – Cittadini per Cernusco”, esprime il seguente parere/osservazioni sul progetto di cui all’oggetto.
PREMESSE
1) Il Gruppo Consiliare “Civicamente – Cittadini per Cernusco” ritiene prima di tutto necessaria una seria analisi di parte del progetto da parte di un professionista incaricato dall’Amministrazione Comunale di Cernusco Lombardone: il parere dovrebbe poi essere portato all’attenzione del Consiglio Comunale.
Occorre una volta per tutte una seria ed approfondita valutazione da parte di un soggetto terzo, incaricato dal Comune, che esprima un parere sulle ipotesi possibili: fatta 100 l’attuale performance dell’incrocio, valutare un parametro di performance per la desemaforizzazione ed una per l’adeguamento tecnologico dei semafori stessi.
Occorre inoltre una seria valutazione dell’obiettivo del progetto: ovviamente la Provincia ha elaborato una ipotesi che favorisce la viabilità provinciale, ma siamo sicuri che il medesimo progetto sia migliorativo della situazione di collegamento tra il centro ed il quartiere Oltrestatale?
Attualmente infatti sono previsti degli attraversamenti pedonali protetti da semafori su tutti i bracci del doppio incrocio, con l’ipotesi proposta dalla Provincia vi è un solo attraversamento protetto: il sottopasso, con tutte le problematiche di utilizzo del caso.
2) Prioritario all’assenso al progetto deve esserci una revisione dell’Accordo di Programma tra Provincia e Comuni di Merate e Cernusco, alla luce del fatto che la Provincia vuole abolire il progetto della bretellina Esselunga – via Laghetto, affinché lo stesso contenga:
a) l’approvazione contestuale della riqualificazione di via Cavalieri di Vittorio Veneto per consentire il reale utilizzo della medesima strada quale “bretellina per il traffico leggero”;
b) l’approvazione contestuale della riqualificazione della rotatoria tra la SR. 342 DIR ed il Viale Verdi di Merate, nonché di tutto il tratto di SR 342 Dir compreso tra il semaforo di Cernusco e la rotatoria predetta, con tre corsie di transito ed una adeguata percorribilità ciclopedonale.
3) Occorre infine ben ponderare le scelte attuali perché da una situazione modificabile in futuro ed economicamente sostenibile (quale può essere un aggiornamento dei semafori) con l’eventuale desemaforizzazione si va nella direzione di una scelta non reversibile ed estremamente onerosa.
4) Data la complessità dell’argomento, che dovrà essere inoltre compenetrato al Piano Urbano del Traffico, sarebbe opportuno un referendum consultivo con i cittadini cernuschesi, unico vero strumento per poter raccogliere il parere di tutti.
Nonostante le premesse piuttosto critiche, formuliamo con la presente le nostre osservazioni puntuali alla attuale versione del progetto.
OSSERVAZIONI COMPLESSIVE
1) Prevedere la doppia corsia di attestazione su tutti i bracci delle rotatorie previste, esclusa l’uscita da via Verdi.
2) Manca completamente una reale ed adeguata percorribilità ciclopedonale intorno al doppio incrocio (previsti infatti perlopiù marciapiedi di soli mt. 1,50 di larghezza).
3) Manca totalmente lo studio dell’illuminazione di tutta l’opera e degli attraversamenti pedonali.
4) Vanno previste bande sonore od altro sistema a tutela degli attraversamenti pedonali.
5) Manca completamente la mitigazione a verde dell’opera.
ZONA SUD (fino all’incrocio tra via Spluga e via Papa Giovanni XXIII)
1) Prevedere la chiusura dell’uscita dall’area commerciale di via Spluga.
2) Prevedere l’inserimento di una barriera fisica tra le corsie per evitare l’immissione in Via Lurani Cernuschi per chi proviene da Sud ed istituendo un contestuale obbligo di svolta a destra per chi esce da via Lurani Cernuschi.
3) Verifica dell’uscita dal comparto del consorzio agrario (attualmente è sulla corsia di svolta continua verso Bergamo, non va bene…)
4) Valutare l’opportunità di eliminare la corsia di svolta continua verso destra per chi proviene da Sud: appare piuttosto ovvio che tale svolta continua fa funzionare la rotonda, ma contemporaneamente crea un eccessivo traffico su via Papa Giovanni rendendo impossibile l’uscita da via Cantù: eventuali colonne a Sud della futura rotatoria sarebbero nel contesto commerciale e favorirebbero forse l’utilizzo di via Cavalieri di Vittorio Veneto, da utilizzarsi come bretellina.
5) Rivedere la posizione degli attraversamenti pedonali a raso in via Papa Giovanni, ora in una posizione pericolosissima del pieno della curva.
ZONA CENTRALE E SOTTOPASSO
1) Manca l’attraversamento a raso sopra il sottopasso.
2) Prevedere l’inserimento di un “pozzo di luce” a metà sottopasso, tra le due doppie corsie, allungando lo spartitraffico presente più a Nord anche verso Sud.
3) Prevedere la videosorveglianza del sottopasso e la chiusura automatica dello stesso in orari serali (come per i cancelli del cimitero).
4) Va completamente ridisegnata la rampa di accesso da Via Lecco: anziché disegnarla curva tenerla diritta, parallela a via Lecco, con collegamento diretto alla percorribilità pedonale già esistente.
5) Vanno inserite delle pensiline di copertura delle rampe e delle scale del sottopasso (come quelle realizzate all’esterno dei sottopassi ferroviari) per impedire la formazione di ghiaccio sulle rampe e sulle scale in caso di nevicate.
6) Per consentire quanto al punto 4) ed impedire l’eliminazione dei posti auto in via Lecco, ampliare il parcheggio nella zona a prato esistente spostando l’accesso carrale più a Sud, al termine della percorribilità pedonale rettificata.
7) Ridisegnare completamente la geometria dell’uscita da via Lecco, inserendo una doppia corsia.
8) Va mantenuto il divieto di accesso in via Verdi, oltre l’accesso dell’edificio terziario.
ZONA NORD
1) Come già detto, va contestualmente prevista la completa riqualificazione di tutto il tratto di via Spluga a Nord dell’incrocio.
2) Valutare bene l’immissione dalla via Brianza.
CONCLUSIONI
Alla luce delle osservazioni poste, va probabilmente rivisto il quadro economico di massima, stimando ulteriori spese non indifferenti per le opere proposte in aggiunta.
Va analizzata seriamente la cantierizzazione ed appaiono eccessivi i 450 giorni naturali consecutivi previsti (ben 15 mesi !!!).
Allo stato attuale, il progetto presentato non è condivisibile dal Gruppo Consiliare “Civicamente – Cittadini per Cernusco”, esprimendo pertanto parere negativo al medesimo, nella attuale versione.
venerdì 4 maggio 2012
venerdì 27 aprile 2012
Le vicende della nuova pista ciclabile di Via San Dionigi, tra progetti e "fantasmi"
Diversi cittadini in questi giorni si sono rivolti a me per chiedere lumi sulla nuova pista ciclabile di Via San Dionigi, nel tratto antistante la Cascina Guzzafame: si chiedevano se aveva senso restringere così tanto la strada e mettere dei cordoli sormontabili.
La storia legata a questa opera pubblica è molto lunga e cerco di riassumerla, ovviamente dal mio punto di vista, con questo post, viste anche le informazioni emerse durante il Consiglio Comunale del 26 aprile 2012. E' un post piuttosto lungo, ma la spiegazione richiede i suoi spazi...
Il primo progetto risale ai tempi in cui ero membro di Giunta: arrivò un progetto simile a quello in fase di realizzazione, con due marciapiedi stretti, uno per lato. Dopo lunghe discussioni convinsi la Giunta a modificare il progetto, realizzando la pista ciclabile su un solo lato, anche se più stretta, e così venne approvato con Deliberazione di Giunta n. 95 del 21 settembre 2010. L'opera è stata appaltata con queste caratteristiche.
Il 15 febbraio 2012 viene portata in Consulta Urbanistica e Lavori Pubblici una proposta di modifica del progetto, più simile al progetto originario: si propone di fare un cordolo a raso che separerà un doppio percorso, uno per lato. La Consulta però esprime parere negativo: "la Consulta approva di richiedere all’Amministrazione Comunale di non realizzare il tratto progettato di collegamento ciclopedonale tra la Cascina Guzzafame e via San Dionigi, perché ritenuto troppo pericoloso, e di considerare la possibilità di coinvolgere i proprietari per espropriare una striscia di terreno al fine di allargare la carreggiata del medesimo tratto" (dal Verbale della Consulta).
In data 15 marzo 2012 i capigruppo consiliari, me compreso, ricevono invece una e-mail dal Sindaco che li informa che il progetto è stato modificato, tornando più simile alla prima versione, scelta condivisa sia dal Responsabile di Servizio Territorio, che dalla Polizia Locale, che dal Direttore Lavori. Si farà un cordolo a raso che separerà un doppio percorso, uno per lato (come è in fase di realizzazione): quel giorno via mail ho avuto modo di ribadire la mia contrarietà.
Nonostante il parere contrario della Consulta competente, l'Amministrazione Comunale ha proseguito per la sua strada con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Stasera in Consiglio Comunale ho ribadito la mia contrarietà alla soluzione prescelta, anche per motivi di costo: serve un cordolo sormontabile? A questo punto non sarebbe bastata una colorazione rossa dell'asfalto, sicuramente meno onerosa?
Durante la discussione l'Assessore ai Lavori Pubblici Luigi Mario Oldani ha però esplicitato una novità, solo velatamente segnalata nella mail del sindaco: tale nuova soluzione è stata indicata da un non meglio precisato tecnico a cui dovrebbe essere assegnato l'incarico di redigere il Piano Urbano del Traffico ma che nel frattempo ha espresso un parere sull'opera, essendo così convincente che il progetto è stato cambiato. Il nome del tecnico non è stato comunicato, anche perchè a mio modesto parere sarebbe opportuno affidare tale incarico con una procedura di evidenza pubblica. Ho coniato all'istante il termine di "consulente fantasma", perchè allo stato attuale si tratta proprio di un fantasma, visto che la maggioranza non ha voluto indicarne il nome...
Vedremo nei prossimi giorni gli sviluppi...
Ovviamente questa è la mia versione dei fatti ma tutto è avvenuto durante il Consiglio Comunale che è interamente registrato: vedremo l'esito della sbobinatura e non appena online il verbale lo pubblicheremo interamente sul blog.
La storia legata a questa opera pubblica è molto lunga e cerco di riassumerla, ovviamente dal mio punto di vista, con questo post, viste anche le informazioni emerse durante il Consiglio Comunale del 26 aprile 2012. E' un post piuttosto lungo, ma la spiegazione richiede i suoi spazi...
Il primo progetto risale ai tempi in cui ero membro di Giunta: arrivò un progetto simile a quello in fase di realizzazione, con due marciapiedi stretti, uno per lato. Dopo lunghe discussioni convinsi la Giunta a modificare il progetto, realizzando la pista ciclabile su un solo lato, anche se più stretta, e così venne approvato con Deliberazione di Giunta n. 95 del 21 settembre 2010. L'opera è stata appaltata con queste caratteristiche.
Il 15 febbraio 2012 viene portata in Consulta Urbanistica e Lavori Pubblici una proposta di modifica del progetto, più simile al progetto originario: si propone di fare un cordolo a raso che separerà un doppio percorso, uno per lato. La Consulta però esprime parere negativo: "la Consulta approva di richiedere all’Amministrazione Comunale di non realizzare il tratto progettato di collegamento ciclopedonale tra la Cascina Guzzafame e via San Dionigi, perché ritenuto troppo pericoloso, e di considerare la possibilità di coinvolgere i proprietari per espropriare una striscia di terreno al fine di allargare la carreggiata del medesimo tratto" (dal Verbale della Consulta).
In data 15 marzo 2012 i capigruppo consiliari, me compreso, ricevono invece una e-mail dal Sindaco che li informa che il progetto è stato modificato, tornando più simile alla prima versione, scelta condivisa sia dal Responsabile di Servizio Territorio, che dalla Polizia Locale, che dal Direttore Lavori. Si farà un cordolo a raso che separerà un doppio percorso, uno per lato (come è in fase di realizzazione): quel giorno via mail ho avuto modo di ribadire la mia contrarietà.
Nonostante il parere contrario della Consulta competente, l'Amministrazione Comunale ha proseguito per la sua strada con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Stasera in Consiglio Comunale ho ribadito la mia contrarietà alla soluzione prescelta, anche per motivi di costo: serve un cordolo sormontabile? A questo punto non sarebbe bastata una colorazione rossa dell'asfalto, sicuramente meno onerosa?
Durante la discussione l'Assessore ai Lavori Pubblici Luigi Mario Oldani ha però esplicitato una novità, solo velatamente segnalata nella mail del sindaco: tale nuova soluzione è stata indicata da un non meglio precisato tecnico a cui dovrebbe essere assegnato l'incarico di redigere il Piano Urbano del Traffico ma che nel frattempo ha espresso un parere sull'opera, essendo così convincente che il progetto è stato cambiato. Il nome del tecnico non è stato comunicato, anche perchè a mio modesto parere sarebbe opportuno affidare tale incarico con una procedura di evidenza pubblica. Ho coniato all'istante il termine di "consulente fantasma", perchè allo stato attuale si tratta proprio di un fantasma, visto che la maggioranza non ha voluto indicarne il nome...
Vedremo nei prossimi giorni gli sviluppi...
Ovviamente questa è la mia versione dei fatti ma tutto è avvenuto durante il Consiglio Comunale che è interamente registrato: vedremo l'esito della sbobinatura e non appena online il verbale lo pubblicheremo interamente sul blog.
lunedì 9 aprile 2012
La risposta del Sindaco alle nostre due interrogazioni
Nel corso del Consiglio Comunale di settimana scorsa il Sindaco Giovanna De Capitani ha risposto alle nostre ultime due interrogazioni: la prima sul senso unico di via Lecco e l'altra sulla multa comminata alla Mandelli Scavi.
Partiamo dalla prima. Il Sindaco ha risposto che il senso unico da Via Lecco al sabato non è stato tolto come richiesto da alcuni commercianti ma per i lavori sul ponte di Via Roma: pertanto la modifica al senso unico resterà in vigore fino al termine dei lavori al ponte.
Ci siamo dichiarati insoddisfatti perchè: 1) il testo dell'ordinanza non giustificava la stessa con i lavori di via Roma; 2) tali lavori si svolgono in settimana e non al sabato; 3) anche durante i lavori la direzione ammessa è la medesima che percorrevano le auto che aggiravano il senso unico di via Lecco (dalla stazione verso via Roma): insomma, le risposte non ci hanno convinto.
Per quanto riguarda la multa, il Sindaco ha confermato che la stessa è stata comminata dalla Polizia Locale alle ditta Mandelli Scavi che stava effettuando dei lavori ordinatigli dall'ufficio tecnico. Sicuramente si è trattata di una incomprensione tra Ufficio Tecnico e Polizia Locale e si farà in modo che in futuro non accadano più cose del genere.
Ci siamo dichiarati soddisfatti per l'impegno a fare in modo che spiacevoli episodi del genere non si verifichino più, anche perchè la vicenda non ha fatto sicuramente una buona pubblicità al nostro Comune.
Partiamo dalla prima. Il Sindaco ha risposto che il senso unico da Via Lecco al sabato non è stato tolto come richiesto da alcuni commercianti ma per i lavori sul ponte di Via Roma: pertanto la modifica al senso unico resterà in vigore fino al termine dei lavori al ponte.
Ci siamo dichiarati insoddisfatti perchè: 1) il testo dell'ordinanza non giustificava la stessa con i lavori di via Roma; 2) tali lavori si svolgono in settimana e non al sabato; 3) anche durante i lavori la direzione ammessa è la medesima che percorrevano le auto che aggiravano il senso unico di via Lecco (dalla stazione verso via Roma): insomma, le risposte non ci hanno convinto.
Per quanto riguarda la multa, il Sindaco ha confermato che la stessa è stata comminata dalla Polizia Locale alle ditta Mandelli Scavi che stava effettuando dei lavori ordinatigli dall'ufficio tecnico. Sicuramente si è trattata di una incomprensione tra Ufficio Tecnico e Polizia Locale e si farà in modo che in futuro non accadano più cose del genere.
Ci siamo dichiarati soddisfatti per l'impegno a fare in modo che spiacevoli episodi del genere non si verifichino più, anche perchè la vicenda non ha fatto sicuramente una buona pubblicità al nostro Comune.
Iscriviti a:
Post (Atom)